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Chi crede che il battesimo possa essere sotto condizione

10/01/2014 • Religioni

Alcuni giorni fa papa Francesco ha battezzato personalmente trentadue bambini in una chiesa di Roma. I mass-media hanno dato risalto all’avvenimento principalmente perché fra quei bambini ce n’era anche una nata da genitori sposati solo con rito civile.
I commentatori quasi all’unanimità hanno parlato di “apertura”, di “gesto nuovo”, oppure si sono limitati a sottintendere tutto ciò in maniera implicita nei loro resoconti.
Eppure, se leggiamo il punto 1246 del Catechismo della Chiesa cattolica, troviamo che “È capace di ricevere il Battesimo ogni uomo e solo l’uomo non ancora battezzato”. Insomma chiunque sia in grado di richiederlo, oppure se qualcuno lo fa per lui o per lei, a condizione di non aver già ricevuto il battesimo, viene battezzato dalla Chiesa cattolica. Non si fa menzione di particolari richieste allo stato matrimoniale dei suoi genitori.

Diversi commentatori cattolici in questi giorni si stanno lamentando in modo sornione di un clamore ritenuto fuori luogo e immotivato, dato che non ci sarebbe nulla di rilevante in una prassi assolutamente normale.
Tutto ciò sarebbe vero se non conoscessimo la radicata scelta della chiesa cattolica di ergersi a “maestra” di presunte verità etiche che l’insieme indistinto del corpo sociale dovrebbe adottare, in quanto oggettive e razionali, ignorando di fatto il pluralismo religioso ed etico della società moderna e giocando sull’equivoco di una necessaria supplenza valoriale nei confronti di una società altrimenti incapace di creare e riconoscere valori.
I mass-media, molto ignoranti in termini di prassi evangelica e abituati ad essere proni di fronte ai dikat vaticani verso la società italiana, esattamente come la classe politica, reagiscono a questo episodio semplicemente con una specie di riflesso condizionato.

Prima la Chiesa cattolica capirà la fondamentale necessità di uno scrupoloso e quotidiano rispetto della laicità dello stato, prima ci libereremo da questi equivoci.
Fa scalpore il battesimo di una bambina figlia di genitori non sposati in chiesa perché è ciò che la Chiesa cattolica “comunica” insistentemente alla società italiana che lo fa apparire non come normale prassi evangelica ma come novità, “apertura”. E i mass-media si limitano a registrare passivamente l’effetto che questo episodio fa all’italiano medio, senza minimamente cercare di spiegarlo.

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